Tavolo di lavoro per le arti visive - 29/04/2012

Alla luce di una situazione di crisi dei modelli consolidati, testimoniata dai numerosi casi riguardanti istituzioni museali italiane, emerge la necessità di immaginare forme alternative, capaci di rispondere adeguatamente alla mutata realtà socio-economica e culturale.
Il modello è in fase di studio e il gruppo, al momento, si è orientato verso le specificità di un centro d’arte contemporanea più che verso un mero museo volto alla conservazione e all’acquisizione di una collezione. Rispetto alla governance e alla gestione di esso sono in corso di valutazione ipotesi di ibridazione tra buone pratiche, (già codificate in quei modelli di cui sopra) e altre improntate ad una visione maggiormente partecipata e dal basso, volta a dare applicazione al concetto di bene comune.
Per centro d’arte contemporanea si intende un luogo, individuato nel padiglione destinato al museo d’arte contemporanea, in cui l’arte viene non solo esposta ma anche prodotta, sia attraverso lo strumento delle residenze di artisti locali e internazionali sia per mezzo delle attività laboratoriali.
Il taglio privilegiato, rispetto ai linguaggi e ai generi, deve caratterizzarsi per una forte impronta multidisciplinare volta alla sperimentazione e all’ibridazione.
Il centro che dovrebbe prevedere una quota per l’inclusione di artisti e operatori locali, ha tra le sue finalità anche il coinvolgimento di vari enti formativi sia pubblici che privati, ( accademie, università ecc.) dando la possibilità di confrontarsi con una realtà come quella di un centro cittadino per l’arte. Nelle pratiche laboratoriali ed artistiche finalizzate alla produzione di opere d’arte e di design si darà una particolare attenzione alla scelta di materiali ecologici e al riciclo.

Tavolo di lavoro per le arti visive
29/04/2012