Il giorno stesso in cui è stata aperta dopo quattro lunghi anni di abbandono e incuria, mercoledì 25 aprile, festa della liberazione, la Sala Vittorio De Seta ha accolto più di un centinaio di persone riunite a discutere sul lavoro cognitivo e sul welfare per i lavoratori autonomi. All’incontro con Roberto Ciccarelli (La Furia dei cervelli) e Vincenzo Ostuni (Generazione TQ), coordinato da Andrea Libero Carbone hanno partecipato persone che nel mondo della cultura e della conoscenza svolgono mansioni e mestieri sì molto diversi, ma tutti accomunati dalla stessa cronica assenza di tutele. Si è discusso di bisogni e diritti, provando a tracciare le linee guida di un discorso sul lavoro che definisca i diritti dei lavoratori come diritti di cittadinanza. Gli interventi hanno sottolineato la necessità di pensare a forme di tutela dei lavoratori autonomi nelle fasi di vulnerabilità: la continuità del reddito in caso di malattia, maternità o paternità, periodi sabbatici di ricerca, intervalli tra commesse o impieghi; le forme di assistenza mutualistica; il reddito di cittadinanza; le nuove prospettive del lavoro in rete come il co-working, che apre possibilità inedite di un’economia virtuosa, sottratta alle logiche mercantili, incentrata sulla persona e orientata alla sperimentazione di nuove forme di vita e di cittadinanza. Questi sono i valori condivisi e i progetti comuni che hanno motivato l’adesione all’Appello del quinto stato: se chi ci governa non sa immaginare il futuro, proveremo a farlo noi, la cui lettura in sala è stata salutata da un lungo applauso, in vista dell’assemblea dei lavoratori indipendenti del 5 maggio alla Città dell’altra economia di Roma (http://www.ilquintostato.it/tv-commons/assemblea-dei-lavorati-indipendenti-contro-il-ddl-sulla-riforma-del-mercato-del-lavoro/).

ALC

Segui l’evento su Facebook: http://www.facebook.com/events/286076551475828/